Sul Lago di Como esistono luoghi che non si limitano a custodire la storia, ma la trasformano in uno stile di vita. Il Circolo Golf Villa d’Este, che nel 2026 celebra il suo centenario, appartiene a questa categoria rara: un’icona capace di attraversare epoche, mode e generazioni mantenendo intatto il proprio fascino, e allo stesso tempo rinnovandosi con una naturalezza che è propria solo delle grandi eccellenze.
Cento anni, in questo caso, non sono semplicemente un traguardo celebrativo. Sono una dichiarazione di responsabilità e visione. Il concetto scelto per accompagnare questo anniversario – Heritage Made Contemporary – sintetizza con precisione l’identità del circolo: un equilibrio raffinato tra memoria e contemporaneità, tra tradizione e capacità di interpretare il presente con eleganza e lungimiranza.
La storia del Golf Villa d’Este affonda le radici negli anni Venti, quando il Lago di Como rappresentava una delle mete più ambite dall’aristocrazia internazionale e da un’élite cosmopolita fatta di artisti, intellettuali e sportivi. Fu allora che il Grand Hotel Villa d’Este intuì il valore strategico del golf come esperienza distintiva per i propri ospiti. Nacque così un progetto ambizioso: realizzare un campo che non fosse solo funzionale, ma capace di esprimere un’estetica e uno stile in linea con l’eccellenza dell’hôtellerie circostante. Oggi, nel segno del centenario, quel legame originario si ricompone, riportando il circolo all’interno della galassia Villa d’Este e aprendo una nuova fase di sviluppo.
Il campo, firmato dall’architetto inglese James Peter Gannon, resta uno degli esempi più riusciti di integrazione tra progettazione sportiva e paesaggio naturale. Le diciotto buche si snodano tra i dolci rilievi di Montorfano, immerse in un bosco fitto che non fa da semplice cornice, ma entra attivamente nel gioco. È un tracciato che impone disciplina, precisione e visione strategica, dove la tecnica prevale sulla forza e ogni colpo diventa parte di una narrazione più ampia, fatta di silenzi, luce filtrata tra gli alberi e prospettive sempre diverse.
Fin dalla sua apertura, il circolo ha espresso una vocazione internazionale marcata, in linea con quella del vicino hotel. Nei decenni, tra i suoi fairway sono passate figure leggendarie, dai reali europei a icone del cinema come Bing Crosby e Gregory Peck. Parallelamente, l’attività agonistica ha contribuito a consolidarne il prestigio: già nel 1928 il campo ospitava l’Open d’Italia, inaugurando una lunga tradizione di competizioni di alto livello, tra cui gli Internazionali d’Italia e la storica Targa d’Oro, una delle gare più longeve del panorama nazionale.

Il programma del centenario riflette questa eredità e la proietta nel presente con una proposta che unisce sport, spettacolo e lifestyle. Il ritorno degli Internazionali d’Italia, la Targa d’Oro, la Pro-Am celebrativa e la Legends’ Exhibition – che vedrà protagonisti nomi simbolo della Ryder Cup come Luke Donald, José María Olazábal ed Edoardo e Francesco Molinari – rappresentano non solo eventi sportivi, ma veri e propri momenti di attrazione internazionale. Accanto a questi, iniziative come l’Hickory Masters, con il suo richiamo filologico alle origini del golf, e la Festa del Centenario, pensata per la comunità del circolo, contribuiscono a costruire un racconto articolato e coerente.
A pochi chilometri, Villa d’Este continua a rappresentare il cuore pulsante di questo universo. L’albergo, costruito nel XVI secolo e trasformato in hotel nel 1873, è oggi uno dei simboli più riconoscibili dell’ospitalità di lusso a livello globale. Le sue 151 camere e suite, le ville private, la proposta gastronomica guidata dall’executive chef Andrea Guerini e un contesto paesaggistico unico contribuiscono a definire un’esperienza che va oltre il soggiorno, diventando espressione di uno stile di vita.
In questo contesto, il ritorno del Golf Villa d’Este sotto il controllo del gruppo assume un significato strategico preciso: rafforzare un sistema integrato di eccellenza, capace di offrire un’esperienza completa e coerente, dove sport, ospitalità e cultura del territorio si fondono in un’unica narrazione. È una visione che guarda con decisione al futuro, con particolare attenzione alle nuove generazioni, sempre più interessate a un’idea di lusso autentico, esperienziale e profondamente connesso ai luoghi.
Il centenario diventa così un punto di partenza più che di arrivo. Un’occasione per riaffermare un’identità forte e, al tempo stesso, per ridefinire il ruolo del golf e dell’ospitalità di alto livello in uno scenario globale in continua evoluzione. In un’epoca in cui il vero privilegio è vivere esperienze memorabili, il Golf Villa d’Este dimostra come la tradizione, quando è autentica, possa essere la forma più sofisticata di innovazione.

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