Quasi 80 metri di lunghezza, oltre 2.000 GT di volume e alcune delle firme più prestigiose del design internazionale. Belita è il nuovo superyacht che accende i riflettori sulla grande nautica italiana. Costruito ad Ancona da ISA Yachts, brand di Palumbo Superyachts, il nuovo yacht misura esattamente 79,32 metri e diventa la più grande imbarcazione mai realizzata dal cantiere. Un primato che racconta anche la crescente capacità dell’industria italiana di confrontarsi con il segmento più esclusivo e complesso dello yachting mondiale. Non soltanto per dimensioni, ma per design, personalizzazione e ricerca tecnologica.
Un gigante italiano firmato Espen Øino
A definire la personalità esterna di Belita è Espen Øino International, uno degli studi più conosciuti nel panorama mondiale dei superyacht. Lo yacht presenta una larghezza di 12,5 metri e un volume di circa 2.150 GT, dimensioni che hanno permesso di sviluppare un’architettura importante e una forte relazione tra spazi interni ed esterni.
Grandi superfici vetrate e ampie aree dedicate alla vita all’aperto contribuiscono a rendere più sottile il confine tra yacht e mare. La costruzione combina scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, mentre l’architettura navale vede coinvolti Palumbo Superyachts e Hydro Tec. Il risultato è un progetto completamente custom che punta a coniugare presenza scenica, comfort e capacità di navigazione.
Gli interni portano la firma di Peter Marino
Se l’esterno è affidato a Espen Øino, per gli interni ISA Yachts ha scelto un altro nome di primo piano: Peter Marino. L’architetto e designer americano è conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel mondo del lusso internazionale e per le collaborazioni con alcune delle maison più prestigiose.
Il suo ingresso a bordo di Belita rafforza un fenomeno sempre più evidente nel mondo dei grandi yacht: il superyacht contemporaneo viene concepito come un progetto di architettura e interior design, non semplicemente come un’imbarcazione. Materiali, proporzioni, luce naturale e continuità degli ambienti diventano parte di un’esperienza costruita attorno all’armatore. È la stessa filosofia che sta trasformando il mercato dell’ultra-luxury: sempre meno standardizzazione e sempre maggiore personalizzazione.
Terrazze, vetro e una nuova relazione con il mare
Uno degli elementi più interessanti del nuovo flagship è proprio il rapporto con l’esterno. Nel segmento dei grandi superyacht, la tendenza progettuale degli ultimi anni ha progressivamente spostato l’attenzione dalla monumentalità degli interni alla possibilità di vivere il mare in maniera più diretta.
Belita interpreta questa evoluzione attraverso grandi aperture, superfici vetrate e spazi esterni pensati come vere estensioni delle aree interne. La piscina e le terrazze diventano così luoghi centrali della vita a bordo, mentre il paesaggio entra nell’architettura dello yacht. Il lusso non è più soltanto ciò che si trova all’interno. È soprattutto ciò che si può vedere e vivere dall’esterno.
Oltre 6.000 cavalli per muovere Belita
Dietro l’eleganza rimane una macchina estremamente complessa. Belita è equipaggiato con due motori MTU 16V 4000 M65L, ciascuno capace di sviluppare 3.046 cavalli, per una potenza complessiva superiore ai 6.000 CV.
Numeri necessari per muovere un’imbarcazione che, con i suoi 2.150 GT, appartiene a una categoria nella quale progettazione navale, ingegneria e gestione degli impianti raggiungono livelli di complessità considerevoli. Ed è proprio questa combinazione tra artigianalità, design e capacità industriale a rendere particolarmente interessante il progetto.
Ancona sempre più protagonista dello yachting mondiale
Belita racconta anche un’altra storia: quella di Ancona e dell’industria nautica italiana. Palumbo Superyachts dispone nel capoluogo marchigiano di un sito di circa 52.000 metri quadrati, parte di una piattaforma produttiva che sta assumendo un ruolo sempre più importante nella costruzione di yacht di grandi dimensioni.
Il nuovo flagship ISA rappresenta quindi non soltanto un progetto per un singolo armatore, ma una dimostrazione delle capacità raggiunte dalla filiera italiana. Il cantiere sta inoltre lavorando su programmi che arrivano fino ai 100 metri, segnale di un’ambizione ormai chiaramente orientata verso il vertice del mercato internazionale.
Il Made in Italy punta ai giganti del mare
Nel mondo del lusso contemporaneo le dimensioni impressionano, ma da sole non bastano più. Un armatore che commissiona uno yacht vicino agli 80 metri cerca qualcosa che non possa essere replicato: un progetto personale, nel quale architettura, tecnologia, arte, materiali e lifestyle trovino una sintesi coerente.
Belita nasce precisamente in questo territorio. Ha un’anima italiana, un design internazionale e dimensioni che lo collocano tra i grandi protagonisti della nuova generazione di superyacht. Con i suoi 79,32 metri, è oggi il più grande yacht mai costruito da ISA Yachts. Ma il dato forse più interessante non riguarda la lunghezza.
Riguarda ciò che rappresenta. Perché mentre il mercato mondiale dei superyacht continua a spingersi verso progetti sempre più sofisticati, l’Italia dimostra ancora una volta di voler giocare un ruolo da protagonista nel segmento più esclusivo della nautica mondiale. E Belita ne è una delle espressioni più recenti.

Da sempre con una passione innata per l’eccellenza. Da oltre un decennio racconto il mondo del lusso attraverso reportage esclusivi su alta moda, viaggi da sogno e lifestyle sofisticato. Amante del dettaglio e della bellezza in ogni forma, scrivo articoli che trasformano esperienze in autentiche opere d’arte.