A settembre Porto Cervo cambia ritmo. Le giornate conservano la luce dell’estate, mentre nella marina iniziano ad apparire alberi altissimi, scafi in carbonio e yacht dalle linee spettacolari. Dal 6 al 12 settembre, la Maxi Yacht Rolex Cup 2026 ha riunito ancora una volta in Costa Smeralda armatori, progettisti, velisti professionisti e alcuni dei maxi yacht più sofisticati al mondo.
Organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda insieme all’International Maxi Association e con Rolex come Title Sponsor, la manifestazione ha celebrato la sua 36ª edizione confermandosi molto più di una regata. È uno degli appuntamenti nei quali design, innovazione, lifestyle e competizione riescono a convivere con naturalezza.
Porto Cervo, capitale dello yachting
Il luogo è parte essenziale del fascino. Porto Cervo è contemporaneamente una destinazione internazionale del lusso e la porta d’accesso a uno dei campi di regata più spettacolari del Mediterraneo. Tra l’Arcipelago di La Maddalena, passaggi tra le isole e improvvisi cambi di vento, yacht superiori ai 18 metri vengono spinti al limite da equipaggi nei quali ogni movimento deve essere perfettamente sincronizzato. L’edizione 2026 ha offerto condizioni molto diverse, dalle brezze leggere delle prime giornate fino al Maestrale con raffiche superiori ai 28 nodi.
È qui che il lusso lascia spazio alla performance. Dietro ogni yacht c’è infatti un universo di designer, ingegneri, cantieri, velai, tecnici e professionisti della vela, impegnati per mesi, spesso anni, nella ricerca di un equilibrio tra velocità, affidabilità e bellezza.
Paul Cayard, quarant’anni di storia
Tra i protagonisti di questa edizione c’era anche Paul Cayard, Testimone Rolex e uno dei grandi nomi della vela internazionale, tornato a Porto Cervo a bordo del ClubSwan 80 My Song, lungo 27,4 metri. Il suo rapporto con la Maxi Yacht Rolex Cup risale al 1985, quando partecipò alla prima edizione al timone de Il Moro di Venezia II, conquistando il secondo posto assoluto e tre vittorie.
“La presenza di Rolex, il prestigio di Porto Cervo e la sfida dei percorsi di regata attraverso l’Arcipelago della Maddalena non sono cambiati. Può essere molto ventoso, ha acque meravigliose ed è un luogo spettacolare. Ha tutto ciò che si può desiderare.” Quarant’anni dopo, Cayard continua a competere nello stesso scenario. Una storia che racconta perfettamente il valore dell’heritage.
Rolex e il valore della continuità
Il legame tra Rolex e la Maxi Yacht Rolex Cup nasce proprio nel 1985 ed è diventato una delle partnership più longeve della presenza della maison svizzera nel mondo della vela. Nel frattempo tutto è cambiato: materiali, vele, progettazione, analisi dei dati e prestazioni. La collaborazione con lo Yacht Club Costa Smeralda e l’International Maxi Association è invece rimasta, sostenuta da valori comuni come precisione, performance, tradizione e continua evoluzione. Una filosofia che trova nella Maxi Yacht Rolex Cup una delle sue espressioni più naturali.

Leopard 3, un’icona che continua a vincere
A dominare il Rolex IMA Maxi 1 World Championship è stato Leopard 3, il Farr 100 di Joost Schuijff. Varato nel 2007 e costantemente aggiornato, il maxi di 30,48 metri ha dimostrato come un grande progetto possa attraversare il tempo senza perdere competitività.
Con Chris Nicholson alla tattica, Leopard 3 ha vinto cinque delle sette prove disputate, comprese le ultime quattro consecutive, conquistando il secondo titolo mondiale dopo quello ottenuto nel 2024. Alle sue spalle il WallyCento V di Karel Komarek e Galateia di David Leuschen e Chris Flowers. La sua vittoria racconta qualcosa che va oltre il risultato: nel mondo del lusso, longevità e innovazione possono essere due facce della stessa idea di eccellenza.
Il lusso oltre le dimensioni
Parlare di maxi yacht significa inevitabilmente parlare di dimensioni, ma ridurre questo mondo ai metri sarebbe limitante. Un maxi yacht nasce dall’incontro tra visione dell’armatore, creatività del designer, capacità del cantiere e competenza dell’equipaggio. L’armatore non è semplicemente il proprietario della barca. Spesso è il promotore di un progetto che può richiedere anni di lavoro, dalla prima idea alla linea di partenza.
Ed è proprio questa dimensione a rendere la Maxi Yacht Rolex Cup differente: yacht che in marina appaiono come straordinari oggetti di design, poche ore dopo diventano autentiche macchine da competizione. Qui la bellezza, da sola, non basta.
Il vero lusso è l’esperienza
La cerimonia conclusiva in Piazza Azzurra ha celebrato vincitori e campioni del mondo, chiudendo una settimana che ha confermato ancora una volta il ruolo di Porto Cervo nella geografia internazionale dello yachting. Ma il fascino della Maxi Yacht Rolex Cup non si esaurisce nella classifica.
Sta nell’esperienza di portare un grande yacht tra le isole della Maddalena, nella capacità di interpretare il Maestrale, nel lavoro necessario per guadagnare pochi secondi e nella cultura nautica costruita nel corso di decenni.
È forse questa la definizione più contemporanea di lusso: non semplicemente possedere qualcosa di straordinario, ma avere il tempo, la conoscenza e la possibilità di viverlo al massimo livello. A Porto Cervo accade da oltre quarant’anni. E quando arriva il vento, il lusso smette di essere immobile e comincia a correre.

Esploro il lusso con uno sguardo contemporaneo, intrecciando tradizione e innovazione. Dalle ultime tendenze dell’alta orologeria ai retroscena delle maison più prestigiose, le mie parole catturano l’essenza di un universo esclusivo, con una sensibilità unica per il design, l’arte e l’ospitalità di altissimo livello.